Arturo Pérez-Reverte: Il Club Dumas
capitolo 12 – Buckingham e Milady
“Chi ti ha insegnato quel genere di cose?”
“Quale genere?”
“Ti ho visto, lì, sulla riva.” Corso imitò goffamente il gesto con le mani. “Mentre gli davi il fatto suo.”
La vide sorridere un po’ mentre si alzava in piedi, scuotendosi i blue jeans dietro: “Una volta ho fatto a botte con un arcangelo. Ha vinto lui, ma ho imparato i suoi trucchi.”
Ora sembrava giovanissima con quel filo di sangue sul viso. Si era messa la borsa sulla spalla e gli porgeva una mano per aiutarlo ad alzarsi. Lo sorprese la fermezza della presa. Quando riuscì a mettersi in piedi, gli dolevano tutte le ossa.
“Ho sempre creduto che gli arcangeli usassero lance e spade.”
Lei aspirava il sangue nel naso con la testa rovesciata all’indietro per contenere l’emorraggia. Lo guardò con la coda dell’occhio, con aria seccata.
“Hai visto troppe incesioni di Dürer, Corso. Ecco perché.”