Natura, tu sei la mia dea; alla tua legge spettano i miei servigi.
Perfino il corvo arrochisce nel gracchiare l'ingresso fatale di Duncan sotto i miei spalti.
Perché dovrei acconciarmi a dannate convenzioni, permettendo alla sofisticheria della gente di diseredarmi, solo perché ho dodici o quattordici mesi meno di mio fratello?
Venite, Spiriti che presiedete ai pensieri di morte;
Perché bastardo?
cancellate il mio sesso,
Perché ignobile?
stivatemi di crudeltà dalla corona ai piedi!
Mentre le mie membra sono altrettanto ben fatte,
Ispessite il mio sangue,
la mia mente altrettanto animosa,
sbarrate ogni accesso al rimorso:
il mio aspetto altrettanto genuino di quelli di un figlio di donna onesta?
che nessuna ipocrita istanza di umanità
Perché ci marchiano con le parole "ignobile", "ignobiltà",
scuota il mio disegno mortale
"bastardaggine"? Ignobile, ignobile?
o ne distorni l'effetto!
Mentre noi, nella gagliarda clandestinità della natura, abbiamo una carica più ricca di fiero vigore
Ecco il mio seno di donna:
di quanta se ne impieghi per creare, in un letto pigro, stanco e stantìo,
succhiatene il latte in cambio di fiele,
un'intera tribù di scimuniti, generati tra il sonno e la veglia.
voi, ministri del crimine,
Ecco perché,
dovunque siate,
mio legittimo Edgar,
invisibili forme, al servizio della Natura malvagia!
la tua terra mi spetta.
Densa notte
Nostro padre ama Edmund il bastardo quanto il legittimo;
vieni e ammantati del più buio fumo dell'inferno,
bella parola, legittimo!
perché il mio aguzzo coltello non veda le ferite che infligge,
Ebbene, mio legittimo, se questa lettera arriva e la mia trovata funziona,
nè il cielo possa sbirciare oltre la coltre di tenebra
Edmund l'ignobile scavalcherà il legittimo.
gridando:
Io salgo.
"Ferma!
Io prospero.
Ferma!
E' ora, o dei, che vi rizziate pei bastardi!
Fermaaaaaaaaaa!"