La Corte del Melograno
venerdì, 16 dicembre 2005, ore 18:30

- Un buffone, sì, sono un buffone - gridò allegramente, con un grande agitare di braccia, i nastri che fluttuavano attorno a lui come un turbine di nebbia variopinta. - Sono il buffone di Joram. Ricordi la lettura dei tarocchi? La tua carta era il re di spade! Un giorno sarai Imperatore e avrai bisogno di un buffone, vero, Joram? - Simkin si protese in avanti e giunse le mani nella parodia di una preghiera. - Lascia che io sia il tuo buffone, Sire. Ne avrai bisogno, te l'assicuro.
- Perchè, idiota? - domandò Joram, gli occhi scuri illuminati da un mezzo sorriso.
- Perchè solo un buffone osa dirti la verità.
Joram fissò Simkin in silenzio il tempo di tirare un respiro, poi, vedendo la faccia barbuta aprirsi un sorriso, sollevò il piede inguainato nello stivale e l'appoggiò con decisione sul torace del giovane, spingendolo all'indietro. Simkin ruzzolò a testa in giù, scoppiando in una risata sfrenata, poi, con una graziosa piroetta, si alzò in piedi.

da "La Spada Nera - Il ciclo di Darksword" Magaret Weis, Tracy Hickman

eppure... eppure mi ricorda tanto il King Lear di Shakespeare.....

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