La Corte del Melograno
venerdì, 16 dicembre 2005, ore 13:41

di Roberto Ortolani, dalla raccolta "Storie Maledette"

La Favola di Elisabeth

-Elisabeth, raccontami
col tuo strano accento
quella maledetta storia d'amore,
quella dell'altra sera
che sai a memoria.

...C'era una volta
il mantello lieve argentato
sporco di sangue tradito
per quella piccola puttana
che languida piange
per farsi perdonare
quando lo vide rapito
sulla montagna dal lampo.
Essere spezzato
senza un filo teso
per lei, lasciva e oleosa
che manovra le leve della tristezza
mentre fa parte di una congiura.
È mattina presto
prima della colazione
quando lui la vede raccogliere
l'erba spagna per il decotto,
cavalca la moto come in un sogno
tendendo la mano per farla salire
rapita dagli zoccoli ritmanti sul selciato.
-Conosco il tuo amante- le disse
-fermo al bivio di virtù e piacere
che si ribella alla tua veste
perchè è nel destino dei vincenti
scegliere una strada dolorosa
e ti darò l'arma senza aculei
che lo potrà fermare,
quando dorme in un altro letto
e ti chiamerà prima di morire.-
L'eroe fu avvolto nel mantello
un giorno d'aprile
chiuse la porta della stanza e se ne andò.

-Elisabeth, perchè mi avvolgi
in quel mantello rosso?
È la terza volta
che mi vuoi veder morire.

- Voglio essere sicura
d'essere l'unica che possa farlo.

commenti (1)
Commenti
#1    16 Dicembre 2005 - 14:00
 
Molto strana, ma cavolo, davvero bella!
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